Cosa vedere a Lucca in un giorno: un tour insolito

Questo mese di settembre è stato pieno di novità e di piacevoli sorprese. Oggi vi racconto una molto bella: sono stata invitata da Andrea Dovichi del blog Welcome2Lucca per un bellissimo blogtour nella sua città natia, ovvero Lucca.

Ho girato parecchio la Toscana, però questo borgo prima medievale poi rinascimentale famoso per le sue mura e per la torre alberata mancava proprio nella mia lista. Ciò che mi ha più intrigato è stato il nome del tour: Lucca Inconsueta e ora capirete il perché!

Lucca

Visitare Lucca: la mia esperienza

Il nostro tour si è tenuto dal 23 al 25 Settembre. Sono partita da Milano la mattina per arrivare a Lucca nel primo pomeriggio.

Io vi consiglio di andarci in treno, in quanto i parcheggi sono limitati. La città è piccolina, quindi potete girarla tranquillamente a piedi o, al massimo, noleggiare una bicicletta da Poli, proprio sotto le mura.

Io sono arrivata con il treno e ho trovato Andrea appena fuori dalla stazione. Una volta fatto check-in, lui mi ha prontamente accompagnato alla struttura, dove avrei passato 2 notti.

Sono stata al b&b la Gemma di Elena, nell’appartamento con giardino “Casa di Babbo dal 1982“, che si trova al piano terra in Via del Fosso, via molto caratteristica del centro storico.

Lucca

Il giardino regala la sensazione di essere in campagna pur essendo in città mentre la casa è stata completamente ristrutturata fondendo le caratteristiche delle abitazioni toscane con quelle internazionali: un luogo veramente incantevole per trascorrere un po’ di tempo a Lucca!

Il tempo di appoggiare le cose, una doccia al volo e via… sono partita per la perlustrazione della città, ignara di cosa però aspettassi nel pomeriggio…

Tour Lucca a Luci Rosse: alla scoperta delle case chiuse

Ve l’avevo accennato che il blogtour si chiamava Luca Inconsueta, non è vero? Già! Questo perché il nostro anfitrione ha voluto farci scoprire luoghi insoliti, storie poco conosciute e un lato “piccante” di questa città.

Io mi sono divertita tantissimo, soprattutto grazie alla nostra guida Giada Paolini, che ci ha contagiati tutti con la sua gioia e passione nel raccontare i gossip di una Lucca poco conosciuta.

Il giro della città è partito da Piazza della Cittadella, proprio sotto la statua di Giacomo Puccini. Qui abbiamo scoperto le peripezie di un Giacomo abbastanza vivace e del suo rapporto con le case chiuse presenti a Lucca.

Siamo stati immersi in racconti inusitati e abbiamo imparato tanto sul rapporto tra i vari bordelli e la religione (sia ai tempi dei Romani che in anni più recenti).

Da Piazza della Cittadella abbiamo proseguito su Via di Poggio per arrivare a Piazza San Michele, dove Giada ci ha riferito che esistevano due bordelli. La cosa incredibile è che si trovavano proprio accanto ad un luogo di culto!

Siamo poi passati da varie strade dai nomi “evocativi” (Via della Stufa, Vicolo della Felicità…). Grazie all’odonomastica, scopriremo che in via della Stufa si trovavano i bagni caldi della città, luoghi talmente promiscui che fecero chiudere gli occhi ad un’immagine votiva della Vergine Maria.

Del vicolo della Felicità, invece, Giada ci ha illustrato ben due versioni per il pittoresco nome!

La prima leggenda narra che, nell’epoca della peste, c’era un uomo che pregava a Dio di essere salvato. Egli aveva giurato, se fosse sopravvissuto, di trovare moglie, sposarsi, fare dei figli e prendere la retta via.

La leggenda narra che Dio l’ascoltò e che lui ne uscì illeso. L’uomo, grazie ad aver onorato la promessa fatta, venne ringraziato per la sua onestà, con uno dono che consisteva in un vicolo stretto dove avrebbe potuto divertirsi.

 “La felicità la devi cercare nei vicoli stretti stretti ed alla fine troverai oltra la felicità anche Dio“.

La seconda versione invece, ci pare più credibile di questo miracolo! Si pensa che in questo luogo ci fosse un bordello così tanto importante che si è mantenuto il suo ricordo fino al 1856, tanta era la felicità che aveva regalato agli uomini.

Dopodiché abbiamo fatto una passeggiata sulle Mura, dove abbiamo ammirato il Palazzo Pfanner.

Una curiosità? Alcuni film sono stati girati in questa location, come il famoso “Il Marchese del Grillo”, film campione d’incassi nel 1981 (che io non ho avuto il piacere di vedere, ma rimedierò!).

Nel nostro tour non sono mancati colpi di scena! Mentre Giada ci raccontava di come le case chiuse erano molto presenti nella tradizione, sia nei film che nelle canzoni, spunta un cantautore (Gabriele Cinquini), che duetta insieme alla nostra guida la famosa canzone di Fabrizio de Andrè, Bocca di Rosa.

E’ stato un bel momento, anche di riflessione, dato che se analizziamo le parole del testo si capisce, appunto, che parla di una donna chiamata Bocca di Rosa, che viene giudicata dagli abitanti per il suo spirito libertino. Crea scompiglio, e viene vista male dalle altre donne, che non tollerano il suo modo di comportarsi, e il fatto che i loro mariti le tradiscono con lei.

“C’è chi l’amore lo fa per noia
Chi se lo sceglie per professione
Bocca di rosa né l’uno né l’altro
Lei lo faceva per passione…”

Rientrati in centro, abbiamo fatto una tappa alla “Madonna con la borsetta” (diventata protettrice delle prostitute) ed infine siamo arrivati in Via della Dogana, vicino al Duomo, dove erano presenti alcune case di tolleranza, compresa quella in cui suonava anche un giovanissimo Giacomo Puccini.

Lucca a Luci Rosse: come funzionavano i bordelli

Dal XX secoli in poi, tre erano i bordelli che hanno animato (ma anche irritato) la vita diurna e notturna della città: Da Nuccia, I tre scalini e La Maison des Oiseaux (la casa degli uccelli).

Il Regolamento del servizio di sorveglianza della prostituzione imposto da Cavour divideva i bordelli in tre categorie in base a quanto uno potesse permettersi di pagare per entrare: Infimo (terza classe), Medio (seconda classe) e Alto (prima classe).

A Lucca, invece, esiste una categoria a parte. All’angolo di via della Dogana c’è una casa chiusa che non ha niente a che vedere con i precedenti: in quell’angolo di felicità maschile, si trova il miglior bordello della zona, quello a 5 stelle: il Primavera.

Dove oggi si trova l’Hotel San Martino e Diana, sorgeva questa casa chiusa di lusso per eccellenza, finemente arredata ed elegante, riservata esclusivamente all’élite lucchese.

La nostra guida ci ha raccontato che molti personaggi illustri (ma anche membri ecclesiastici) facevano tappa in questo locale. In quel caso, la casa veniva completamente blindata: tende sulle finestre, la porta chiusa a chiave, nessuno entrava né usciva, per mantenere “nascosta” l’identità del visitatore.

Altre curiosità che ci sono state raccontate è che non tutti venivano lì per “consumare”, ma c’erano diverse categorie di clienti:

  • Il guardone: ovvero colui che pagava per guardare dal buchino della serratura;
  • L’ago della bilancia: colui che voleva stare da solo in mezzo a due ragazze;
  • Il sottomarino: qualcuno che pagava per stare sotto il letto mentre la prostituta consumava il suo amplesso con un altro cliente.

Abbiamo avuto l’opportunità di entrarci e ammirare da vicino ancora il tariffario dell’epoca e il corrimano che portava alle camere superiori, che oggi hanno dei nomi di alcune prostitute famose di Lucca.

Il nostro tour si è concluso in Piazza Napoleone, dove Giada ci ha raccontato la giornata tipo delle prostitute dell’epoca.

La vita di una prostituta a Lucca

La sveglia suonava molto presto la mattina, si faceva colazione e poi le ragazze avevano un paio d’ore libere per fare eventuali spese. Le maitresse ci tenevano molto alla cura personale delle loro ragazze, perché almeno nei bordelli di alto rango, un buon aspetto era fondamentale.

La giornata lavorativa aveva inizio alle 10 e proseguiva fino alle 13. Si faceva giusto un’ora di pausa, per poi riprendere a lavorare fino a mezzanotte.

Pensate che queste ragazze avevano una media di 40 rapporti sessuali al giorno, nei periodi normali. Invece nei tempi di guerra, si parla di addirittura 120 amplessi al giorno… questo era decisamente troppo per una sola ragazza!

Pensate che lei si potesse rifiutare? No, non è così.

C’erano solo due casi in cui la prostituta poteva dire di no ad un cliente: nel caso in cui lui fosse palesemente sporco e sudicio; o nel caso in cui lui era evidentemente ubriaco.

Un’altra cosa che dovete sapere è che nella società dell’epoca, il bordello era un piacere per tutti: per il divertimento degli uomini e per guadagno delle prostitute.

Ovviamente, più lavoravano e più guadagnavano (una percentuale sulle “marchette”). Ma quella che guadagnava di più era la padrona di casa, la maitresse.

Inoltre, l’arrivo delle nuove prostitute (che cambiavano ogni 15 giorni, così i clienti non si affezionavano) era una festa.

Una volta arrivate alla stazione, le ragazze prendevano la carrozza del famoso amico cocchiere di Giacomo Puccini, Quartuccio, che non le portava direttamente al bordello, ma faceva un giro per la città, traendo applausi dagli uomini.

L’obiettivo era mostrare la bellezza e la freschezza delle nuove ragazze che arrivavano. Questo rito è diventato una vera e propria tradizione a Lucca!

Extra

Dopo aver finito il nostro tour, abbiamo approfittato per scoprire altri usi e costumi della città, come il Peschino, il famoso aperitivo lucchese che si trova soltanto al Caffè Mercato. La ricetta è tenuta segreta dai padroni di casa, ma è buonissimo!

Lucca

Per cena, invece, ci siamo spostati nel comune di Capannori, precisamente a Colle di Compito, per mangiare al Giardinetto di Giando! Cena tipicamente toscana: bruschette, tordelli e ciccia.
Che dire? Abbiamo chiuso la prima giornata di tour in bellezza! Ora non resta che seguirmi per scoprire il resto del mio viaggio alla scoperta di Lucca!

In conclusione…

Se volete scoprire Lucca sotto un altro punto di vista e vivere da vicino questi luoghi storici, non mi resta che consigliarvi il tour di Giada Paolini – Lucca a Luci Rosse.

Io personalmente ho adorato ogni tappa, ogni storia e luogo che abbiamo visitato. Ho vissuto con emozione i racconti della nostra guida e devo confessare che sono poche le persone che riescono a trasmettermi queste sensazioni.

Motivo per cui ringrazio Giada, Gabriele e ad Andrea che mi hanno fatto vivere questa esperienza indimenticabile!

Babi
Babi
Trent'anni fa, in un piccolo paesino del Brasile nascevo io. Una sorpresa inaspettata, ma che ha riempito la casa di solarità e energia. Vissi lì fino ai miei 17 anni, quando finito il liceo decisi di venire alla avventura in un paese totalmente sconosciuto. Ed ora mi trovo qui, a Milano dove lavoro e studio Marketing Digitale. Mi definisco uno spirito libero, una donna determinata e ambiziosa ma con i piedi per terra. Spesso sento dire che il mio sorriso insieme al mio sguardo trasbordano di allegria...pertanto cerco di mantenere la positività e il buon umore sempre che possibile. La mia più grande passione è viaggiare. Amo incontrare nuove culture, nuovi volti e nuovi posti bellissimi in questo vasto pianeta. Per cui ho creato il blog, per dividere con voi qualche mia avventura, illustrando come ho vissuto ogni città o paese dove sono passata, con piccoli suggerimenti che dal mio piccolo posso darvi per far sì che la vostra vacanza sia speciale come le mie :) Enjoy!

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